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Grazie!

Epifania 2014: grazie dell’ospitalità alla parrocchia di S.Silvia!

Gli Amigos de Tibirì ringraziano nuovamente la Parrocchia di S.Silvia per aver dato ospitalità anche quest’anno al progetto durante le funzioni dedicate all’Epifania, il 5 e il 6 gennaio.

Le offerte raccolte dall’Associazione con gli ormai consueti sacchetti di biscotti saranno devolute alle attività della Casa da Juventude Daniel Comboni nel quartiere Tibiri II alla periferia di Joao Pessoa, nel Nord-Est del Brasile; nel 2014 l’associazione si propone inoltre di estendere il suo sostegno anche a un’altra struttura, operante nello stesso quartiere in una zona ancor più problematica.

La generosità della comunità di S.Silvia, che anno dopo anno ha contribuito al nostro progetto, è per noi un incoraggiamento affettuoso e uno sprone costante.

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Banchetto a S.Silvia per l’Epifania – ringraziamenti

L’Associazione Amigos de Tibirì ringrazia con tutto il cuore la Parrocchia di S.Silvia per l’ospitalità offerta il 5 e il 6 gennaio 2012 in occasione delle celebrazioni dell’Epifania.

Ringraziamo anche tutta la comunità di S.Silvia che ha approfittato del banchetto all’uscita per fare incetta dei buonissimi biscotti fatti a mano.
Il ricavato è stato come sempre interamente devoluto ai progetti della Casa a Tibirì.ImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineImmagine

Festa all’Asilo Nido Arcobaleno a Roma

Il 18 novembre, per festeggiare la giornata mondiale dell’infanzia, all’ASILO NIDO ARCOBALENO (Roma) ci sarà una grande festa per i bambini di Tibirì!

Dalle 17 alle 19 l’ASILO resterà aperto a tutti coloro che vorranno venire a festeggiare, giocare, acquistare i manufatti che maestre e bimbi dell’ARCOBALENO hanno preparato, per sostenere le attività degli Amigos de Tibirì in Brasile!

SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE!

Vi aspettiamo a Via delle Isole Curzolane, 69 – Zona Tufello a Roma

 

Update 19 novembre (qualche foto)

 

 

Email da Tibirì 2010 – 11 agosto

Tibirì satellite

Dal 29 agosto Gatto è in Brasile a João Pessoa, ospite della Casa da Juventude Daniel Comboni.

Cari tibirini e amici,

scusate se e’ da un po’ di tempo che non mi faccio sentire, qui la connessione della Casa si e’ rivelata farlocca e mi ha lasciato privato del mondo digitale…

Della vita effettiva della Casa non vi siete persi molto. Qui presidi e professori sono molto rilassati, si fa spesso festa e capita frequentemente che i ragazzi tornino a casa perche’ il maestro e’ stato assente ingiustificato o l’istituto ha deciso che le pareti necessitano una bella imbiancata… Cosi’ giovedi’ e’ stata la ricorrenza di una dell mille patrone di Joao Pessoa e venerdi’ si e’ fatto ponte… le abitudini del fancazzismo sono simili in tutti i paesi…

E’ una strana condizione in cui sono piombato: mi sento un misto tra un professore (cosi’ alle volte mi chiamano), un regazzino, uno straniero, un animatore, un alieno, un 40enne!!.

Quel che e’ certo e’ che sto conoscendo il quartiere e i suoi luoghi, le sue feste e sempre di piu’ stringo amicizia con i ragazzi.

Mercoledi’ sera:

Concerto di un gruppo storico di Pop Brasileiro i “Paraloima de Succeso”, al centro della citta’.

Ci vado con una delle ragazzine simpatiche e in gamba e sua zia… Prima passiamo nella zona della Feira (fiera/mercato) un luogo dove a Fellini sarebbero brillati gli occhi: Giostre acrobatiche della peggior specie, musica sparata, bancarelle che arrostivano carne, pesce, mele e uva caramellate e cioccolatate, rivoli d’acqua, pipi’ e monnezza ai lati, adolescenti ormonati.

La chicca e’ stata quando due ragazzi arrampicati su una statua hanno iniziato a baciarsi platealmente, sotto di loro e’ scattato il delirio animale urlante.

Che dire del concerto… una piazza compressa di persone che ballano all’unisono…

Giovedi’ mattina:

La compagnia e’ composta da me, da Leo 16 enne silenzioso e portato per il Taekndoo, da Glebe lo studente che mi chiede il dizionario d’italiano e il nanerottolo e seccardino Thiago che parlotta sempre di cose zozze. Con in testa ancora le canzoni della festa in piazza, mi portano, dopo una lunga passeggiata turistica dei poveri (e’ una loro definizione)  in una piscina naturale!

Uno spettacolo il luogo, molto carina la compagnia, buffo il pranzo con loro (rimediato in un alimentari con 2,50 euro)

Li’ si fanno i tuffi, ci si massacra di giochi, ci si bagna sotto una cascata, si ammira la dedizione delle donne che lavano i panni al fiume, ci si perplime per la quantita’ di rifiuti lungo il corso d’acqua.

Sabato pomeriggio:

Piscina dentro un albergo povero del quartiere, con i ragazzi, i giochi e l’acchiapparella sul bordo piscina. A questo aggiungete il mini corso di danza Forro, una specie di samba molto popolare che si balla stretti stretti per rimorchiare. Non abbiate strani pensieri, sono comunque un professore per cui quando provocavano troppo, con stile ho fatto capire le cose.

Domenica mattina e pomeriggio:

Le suore della Casa do Sonho ci portano, a me e ad alcune volontarie italiane, al mare. L’ relax, pesce gligilato sulla spiaggia, gelato tropicale e scottatura da pivello solo sulla gamba sinistra.

Per finire tramonto sul fiume Paraiba per ssistere ad una cerimonia: un sassofinista, di bianco vestito, da 8 anni, compie il suo personale saluto al sole morente sopra una barchetta. Suona con amore il Bolero di Ravel, fino a quando la luce si fa arancione e la folla di gente prima raccolta in silenzio, poi lo ringrazia applaudendo.

Ora vi saluto, e’ tutta la mattina che manco dalla Casa. Devo stampare Billie Jean di M.J. e cantarla con loro, gli piace l’inglese cantato. Che fighi che sono!

Qui i giorni stanno finendo e inizia a salire la tristezza dei saluti.

Mercoledi’ e’ l’ultimo giorno. Vi raccontero’ come e’ andata.

Un grande saluto a tutti

Email da Tibirì 2010 – 4 agosto

Foto scema

Dal 29 agosto Gatto è in Brasile a João Pessoa, ospite della Casa da Juventude Daniel Comboni.

Oggi pomeriggio sono andato con il professore di futbol, Isaac a vedere la Casa do Sonho, la sorella non ufficiale della Casa di Tibiri’. Cio’ che la distingue e’ il quartiere diverso.

La Casa do Sonho e’ dentro una favela.

Una favela e’ una favela, cazzarola!

Possiamo leggere tutti i resoconti che vogliamo, vedere i reportage sulla residenzialita’ povera, il terzo mondo, ma una favela e’ una favela. Roba che bisogna portarci le scolaresche come minimo!

E mentre camminavamo, Judith e Estela, due suore che hanno il coraggio degli illuminati, ci raccontavano la vita della comunita’, della zona di case che rischia di franare, dell’unica strada che il comune ha fatto e che gia’ si sta dissolvendo (costo 500 mila Euro), e allora quella bambina che gioca nella pozza di acqua e ‘ proprio una bambina, e questa puzza di merda, mezza animale mezza umana, e’ proprio merda, allora li’ sotto nel dirupo tropicale c’era un lago con pesci e ora c’e’ la pattumiera di due quartieri. E allora pensavo dentro di me “questa e’ una favela, questa e’ la favela, non piangere non piangere”.

Ma questo luogo e’ anche la mamma che mostra la foto incorniciata della figlia, sono le persone che salutano con un sorriso queste monache con la maglietta, sono anche le aiuole curate di cactus. E’ soprattutto una comunita’ che si e’ stretta attorno alla Casa e l’ aiuta nel preparare il pranzo, manda i figli, da’ una mano nella costruzione di nuove case ecologiche (avete capito bene!).

I ragazzi che li’ giocano e fanno attivita’ , cari amici e tibirini, sono tremendi, maleducati, rozzi, ma vivono la Casa come una base fondamentale e l’hanno colorata e ci stanno bene.

L’impatto e’ stato scioccante, pero’ gli ho insegnato un gioco…

Un grande bacio e grazie a tutti per la vicinanza

Gatto

Foto scema

Foto scema

Danza Classica

Danza Classica

Email da Tibirì 2010 – 3 agosto

“]GlebeCari tibirini e amici,

la Casa qui e’ un’entita’.

Si, e’ una struttura che alle volte va da sola, perche’ (quasi) tutti  riconoscono la sua utilita’, la sua importanza e la sua necessita’.

Nel quartiere e’ rispettata, c’e’ stima e chi lavora qui come maestro o volontario puo’ vantarla come referenza.

Alle volte mi guardo intorno e sorrido… mi sembra di essere entrato in un luogo che e’ un miscuglio tra il Libro Cuore e un campo estivo permanente.

Come vi raccontavo e’ sempre zeppo di attivita’, ci sono 5 sale diverse, e se non fosse per la pioggia di questa stagione, quando vedo il campo di calcio inondato dal sole tropicale penso ” ma la piscina quando la costruiscono?”

Poi ritorno in me e mi accorgo che i ragazzi vanno tutti a mangiare quando Carmelo fa un cenno e li’, tra i turni di apperecchia e sparecchia, aiuto cuoco, i ragazzi siedono con il piatto di fronte e fiatano quel giusto che gli permette di scambiare due parole. Loro finiscono di mangiare e stanno ancora li’ seduti fino a quando Carmelo salomonicamente si alza dalla sedia e poggia le mani sullo schienale.

Oltre ai turni di pulizia degli spazi comuni dovete aggiungerci anche gli eventi imprevisti che danno quel tocco di comunita’.

Un frigo che si deve spostare dal refettorio ad un soppalco puo’ essere un momento di frenetica e sudata attivita’ che coinvolge tutti i maschi, a prescindere dall’eta’, professori compresi.

E poi ci sono i piccoli gesti che testimoniano l’appartenza al luogo: all’ora dell’uscita ci si imbatte in una chiave dimenticata in una toppa, viene presa e raccolta dal ragazzino 11enne e messa al posto giusto.

Chiaramente non dovete pensare che qui le cose siano tutte perfette, pero’ spesso mi ritorna in testa quello che mi ha detto una ragazza: parlavamo di come erano gli adulti della Casa, chi piaceva di  piu’, quale professore non e’ ben considerato perche’ e’ un po’ spocchioso. “E Carmelo?” chiedo io, “Be’ lui dice che non ha figli perche’ ha noi, e’ il piu’ tenero, lo amiamo!”

Un padre e’ sempre un padre percio’ come puoi non rispettare la regola che dice che nella Casa non ci si puo’ innamorare? ( la traduzione dal brasiliano e': non si puo’ pomiciare ne’ toccarsi nella Casa). E sul tema sessualita’ tornero’ apposta con una mail dedicata, perche’ di cose ce ne sono!

Una chicca: uno dei ragazzi a cui insegno inglese ha saputo che ho un piccolo dizionario di brasiliano-italiano. Mi ha  chiesto di lasciarglielo per qualche giorno… Oggi gli guardo il quaderno, ha fatto una lista di due pagine con le parole italiane che gli interessano di piu’…

Gatto

Glebe

Glebe, che studia inglese e italiano con Gatto

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