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Email da Tibirì 2010 – 29 luglio

...e chi ci aveva pensato alla banda???

Dal 29 agosto Gatto è in Brasile a João Pessoa, ospite della Casa da Juventude Daniel Comboni.

Cari Tibirini e amici,

oggi sono arrivato a Joao Pessoa e alla Casa.

A prendermi alla rodoviaria (stazione dei bus) e’ stato Carmelo (il fondatore della Casa) in persona, che prima che gli potessi fare qualche domanda, ha voluto aggiornamenti sulla situazione politica italiana (!).

Abbiamo parcheggiato davanti ad un muro bianco ed un vialetto, eravamo arrivati alla Casa.

Dire che ero emozionato era dir poco, dire che ero inebetito e che cercavo con lo sguardo di riconoscere i posti che avevo visto nelle foto e’ dire insufficiente.

Mentre Carmelo mi faceva fare un giro nei locali, e’ arrivata Ingrid che mi ha trascinato alla sua lezione, era in ritardo e non vedeva l’ora di farmi conoscere i suoi ragazzi e come lavoravano insieme.

Da vecchio lupo di palco come sono, le cose che proponeva mi ricordavano attivita’ che avevo visto fare da altri maestri o fatto in altri laboratori teatrali, ma cio’ che mi ha colpito era la grinta e l’energia che ci metteva: per farli arrivare a compiere una serie di diverse improvvisazioni a coppie, a tre o in gruppi di 6 si passava sempre da un esercizio “classico”  che era quello di correre, accellerare, saltare, danzare, abbassarsi. Era Ingrid che dava i diversi segnali e lo faceva battendo le mani, dando la voce come fosse un canto brasiliano, una canzone che trascinava i ragazzi nell’esercizio e non li faceva mai fermare. Io le chiedo come mai il motivo di tanto ritmo, e lei mi dice giustamente “dopo pranzo i ragazzi sono svogliati c’e’ il rischio che non abbiano voglia, cosi’ si elettrizzano e stanno dentro lo stimolo che gli propongo”.

Li ho visti fare una serie di improvvisazioni di gruppo (dai 3 ai 6). I ragazzi erano presi, avevano voglia di confrontarsi e se si vergognavano di fare alcuni ruoli (Wesley, avra’ circa 8 anni, e’ bravissimo a danzare come Mikael Jackson, ma non voleva impersonare neanche solo per 1 minuto un ruolo femminile) Ingrid abbastanza speditamente riusciva a fargli cambiare idea e portando la “crisi” dentro al gruppo riusciva a dargli un senso.

L’impressione in generale, confermata anche parlando con lei, e’ che i ragazzi sono molto motivati e il fatto che si presentano solo coloro che hanno scelto di frequentare il corso di teatro da’ maggiore freschezza al gruppo.

Lei ha un bell’ascendente su di loro, appena e’ arrivata le ragazzine sono corse ad abbracciarla e a baciarla come fosse una sorellona maggiore, i maschi se la guardano con simpatia e sono contenti di essere li’, anche quelli dall’aria piu’ strafottente o fighetta, sono i primi che subiscono il fascino della trasformazione teatrale.

Ecco il fatto che non mi ricordassi di quante erano le attivita’ della Casa, non giustifica la mia grossa sorpresa nel vederle sfilare davanti ai miei occhi!!

Prima di entrare nela sala del teatro, sbircio in una saletta e ti vedo una serie di ragazzine vestite in tutu’ davanti allo specchio… facevano danza classica.

Mentre stiamo facendo riscaldamento corporeo con Ingrid, c’e’ dietro di noi una grossa lavagna con una serie di esercizi per la voce… e’ il corso di canto.

Alcuni ragazzi vanno al bagno, Ingrid si distrae un attimo a scrivere due cose e i ragazzi se ne aprofittano per ripassare una sequenza di movimenti e calci… e’ il ricordo della lezione di Tae-ken-do.

Usciamo, la lezione di teatro e’ finita, vedo Carmelo che sta appoggiato ad uno stipite della porta a godersi l’attivita’ che ha sempre sognato di portare alla Casa (parole sue), la Banda! Infatti sotto un portico ci sono circa 15 ragazzi (la meta’ della casa, altri vengono da fuori) con trombe, tromboni e clarinetti che preparano alcuni pezzi…

Ma dove sono finito? Se non fosse per le palme e la calura e i sandali potrei pensare che stiamo in un centro culturale per adolescenti olandesi…

Alle 5 e mezza i ragazi dopo aver mangiato se ne vanno a casa loro. Io e Carmelo tranquillamente ci avviamo ad una pizzeria.

Siamo uno di fronte all’altro e parliamo di molte molte cose… questo signore che ho davanti sara’ anche stanco, ingrossato, burbero e severo con i ragazzi ma ha ancora tanta voglia di sognare progetti per loro, di inventarsi tanti modi per riuscire a trovare soldi e permettere ai ragazzi di formarsi il piu’ possibile.

Adesso cari tibirini vado a dormire, ho sulle spalle 18 ore di pulman e domani la sveglia e’ alle 7. Non so se riusciro’ a fare la mia settimana intensiva di teatro, tante sono le attivita’ programmate, ma sicuramente sono stato promosso sul campo come insegnante di inglese.

Don’t laugh my friends!

Good night

Gatto

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