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Email da Tibirì 2010 – 3 agosto

”]GlebeCari tibirini e amici,

la Casa qui e’ un’entita’.

Si, e’ una struttura che alle volte va da sola, perche’ (quasi) tutti  riconoscono la sua utilita’, la sua importanza e la sua necessita’.

Nel quartiere e’ rispettata, c’e’ stima e chi lavora qui come maestro o volontario puo’ vantarla come referenza.

Alle volte mi guardo intorno e sorrido… mi sembra di essere entrato in un luogo che e’ un miscuglio tra il Libro Cuore e un campo estivo permanente.

Come vi raccontavo e’ sempre zeppo di attivita’, ci sono 5 sale diverse, e se non fosse per la pioggia di questa stagione, quando vedo il campo di calcio inondato dal sole tropicale penso ” ma la piscina quando la costruiscono?”

Poi ritorno in me e mi accorgo che i ragazzi vanno tutti a mangiare quando Carmelo fa un cenno e li’, tra i turni di apperecchia e sparecchia, aiuto cuoco, i ragazzi siedono con il piatto di fronte e fiatano quel giusto che gli permette di scambiare due parole. Loro finiscono di mangiare e stanno ancora li’ seduti fino a quando Carmelo salomonicamente si alza dalla sedia e poggia le mani sullo schienale.

Oltre ai turni di pulizia degli spazi comuni dovete aggiungerci anche gli eventi imprevisti che danno quel tocco di comunita’.

Un frigo che si deve spostare dal refettorio ad un soppalco puo’ essere un momento di frenetica e sudata attivita’ che coinvolge tutti i maschi, a prescindere dall’eta’, professori compresi.

E poi ci sono i piccoli gesti che testimoniano l’appartenza al luogo: all’ora dell’uscita ci si imbatte in una chiave dimenticata in una toppa, viene presa e raccolta dal ragazzino 11enne e messa al posto giusto.

Chiaramente non dovete pensare che qui le cose siano tutte perfette, pero’ spesso mi ritorna in testa quello che mi ha detto una ragazza: parlavamo di come erano gli adulti della Casa, chi piaceva di  piu’, quale professore non e’ ben considerato perche’ e’ un po’ spocchioso. “E Carmelo?” chiedo io, “Be’ lui dice che non ha figli perche’ ha noi, e’ il piu’ tenero, lo amiamo!”

Un padre e’ sempre un padre percio’ come puoi non rispettare la regola che dice che nella Casa non ci si puo’ innamorare? ( la traduzione dal brasiliano e’: non si puo’ pomiciare ne’ toccarsi nella Casa). E sul tema sessualita’ tornero’ apposta con una mail dedicata, perche’ di cose ce ne sono!

Una chicca: uno dei ragazzi a cui insegno inglese ha saputo che ho un piccolo dizionario di brasiliano-italiano. Mi ha  chiesto di lasciarglielo per qualche giorno… Oggi gli guardo il quaderno, ha fatto una lista di due pagine con le parole italiane che gli interessano di piu’…

Gatto

Glebe

Glebe, che studia inglese e italiano con Gatto

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Email da Tibirì 2010 – 29 luglio

...e chi ci aveva pensato alla banda???

Dal 29 agosto Gatto è in Brasile a João Pessoa, ospite della Casa da Juventude Daniel Comboni.

Cari Tibirini e amici,

oggi sono arrivato a Joao Pessoa e alla Casa.

A prendermi alla rodoviaria (stazione dei bus) e’ stato Carmelo (il fondatore della Casa) in persona, che prima che gli potessi fare qualche domanda, ha voluto aggiornamenti sulla situazione politica italiana (!).

Abbiamo parcheggiato davanti ad un muro bianco ed un vialetto, eravamo arrivati alla Casa.

Dire che ero emozionato era dir poco, dire che ero inebetito e che cercavo con lo sguardo di riconoscere i posti che avevo visto nelle foto e’ dire insufficiente.

Mentre Carmelo mi faceva fare un giro nei locali, e’ arrivata Ingrid che mi ha trascinato alla sua lezione, era in ritardo e non vedeva l’ora di farmi conoscere i suoi ragazzi e come lavoravano insieme.

Da vecchio lupo di palco come sono, le cose che proponeva mi ricordavano attivita’ che avevo visto fare da altri maestri o fatto in altri laboratori teatrali, ma cio’ che mi ha colpito era la grinta e l’energia che ci metteva: per farli arrivare a compiere una serie di diverse improvvisazioni a coppie, a tre o in gruppi di 6 si passava sempre da un esercizio “classico”  che era quello di correre, accellerare, saltare, danzare, abbassarsi. Era Ingrid che dava i diversi segnali e lo faceva battendo le mani, dando la voce come fosse un canto brasiliano, una canzone che trascinava i ragazzi nell’esercizio e non li faceva mai fermare. Io le chiedo come mai il motivo di tanto ritmo, e lei mi dice giustamente “dopo pranzo i ragazzi sono svogliati c’e’ il rischio che non abbiano voglia, cosi’ si elettrizzano e stanno dentro lo stimolo che gli propongo”.

Li ho visti fare una serie di improvvisazioni di gruppo (dai 3 ai 6). I ragazzi erano presi, avevano voglia di confrontarsi e se si vergognavano di fare alcuni ruoli (Wesley, avra’ circa 8 anni, e’ bravissimo a danzare come Mikael Jackson, ma non voleva impersonare neanche solo per 1 minuto un ruolo femminile) Ingrid abbastanza speditamente riusciva a fargli cambiare idea e portando la “crisi” dentro al gruppo riusciva a dargli un senso.

L’impressione in generale, confermata anche parlando con lei, e’ che i ragazzi sono molto motivati e il fatto che si presentano solo coloro che hanno scelto di frequentare il corso di teatro da’ maggiore freschezza al gruppo.

Lei ha un bell’ascendente su di loro, appena e’ arrivata le ragazzine sono corse ad abbracciarla e a baciarla come fosse una sorellona maggiore, i maschi se la guardano con simpatia e sono contenti di essere li’, anche quelli dall’aria piu’ strafottente o fighetta, sono i primi che subiscono il fascino della trasformazione teatrale.

Ecco il fatto che non mi ricordassi di quante erano le attivita’ della Casa, non giustifica la mia grossa sorpresa nel vederle sfilare davanti ai miei occhi!!

Prima di entrare nela sala del teatro, sbircio in una saletta e ti vedo una serie di ragazzine vestite in tutu’ davanti allo specchio… facevano danza classica.

Mentre stiamo facendo riscaldamento corporeo con Ingrid, c’e’ dietro di noi una grossa lavagna con una serie di esercizi per la voce… e’ il corso di canto.

Alcuni ragazzi vanno al bagno, Ingrid si distrae un attimo a scrivere due cose e i ragazzi se ne aprofittano per ripassare una sequenza di movimenti e calci… e’ il ricordo della lezione di Tae-ken-do.

Usciamo, la lezione di teatro e’ finita, vedo Carmelo che sta appoggiato ad uno stipite della porta a godersi l’attivita’ che ha sempre sognato di portare alla Casa (parole sue), la Banda! Infatti sotto un portico ci sono circa 15 ragazzi (la meta’ della casa, altri vengono da fuori) con trombe, tromboni e clarinetti che preparano alcuni pezzi…

Ma dove sono finito? Se non fosse per le palme e la calura e i sandali potrei pensare che stiamo in un centro culturale per adolescenti olandesi…

Alle 5 e mezza i ragazi dopo aver mangiato se ne vanno a casa loro. Io e Carmelo tranquillamente ci avviamo ad una pizzeria.

Siamo uno di fronte all’altro e parliamo di molte molte cose… questo signore che ho davanti sara’ anche stanco, ingrossato, burbero e severo con i ragazzi ma ha ancora tanta voglia di sognare progetti per loro, di inventarsi tanti modi per riuscire a trovare soldi e permettere ai ragazzi di formarsi il piu’ possibile.

Adesso cari tibirini vado a dormire, ho sulle spalle 18 ore di pulman e domani la sveglia e’ alle 7. Non so se riusciro’ a fare la mia settimana intensiva di teatro, tante sono le attivita’ programmate, ma sicuramente sono stato promosso sul campo come insegnante di inglese.

Don’t laugh my friends!

Good night

Gatto

Email da Tibirì – 18 agosto

Where in Brasil is Luisa?

Dal 13 agosto anche Luisa è in Brasile a João Pessoa, ospite della Casa da Juventude Daniel Comboni.

Cari tutti,
ieri é stata una giornata molto movimentata a causa delle elezioni.
Ieri ci sono state le elezioni delle cariche della casa (come il presidente e i responsabili di determinate aree), si sono svolte nell’aula di taekwoondo… possono votare i soci della casa, il personale e, da quest’anno, i ragazzi che hanno almeno 16 anni. Su una sessantina di votanti non ne sono venuti una quindicina.
E’ stato bello quando le votazioni si sono concluse stare tutti insieme.
Se devo essere sincera qui si respira un altro tenore di vita… i problemi ci sono, e sono spesso evidenti, ma non si perde la semplicitá dello stare bene insieme, insamma qui non ho mai visto nessuno perdere tempo a lamentarsi dei propri mali.
Carmelo si riunisce una volta al mese, la prima domenica del mese, con i genitori dei ragazzi per cercare di condividere con loro le attivitá che la casa propone, per cercare, in definitiva, di interessarli, di creare un legame attraverso lo scambio di idee, facendo vedere praticamente che le loro idee contano.
Questa mattina ho assistito ad una lezione di “rinforzo scolastico”… i bambini seguono abbastanza, c’é un buon rapporto tra loro e Rosa, Rosa insegna qui da ’91, ha studiato tre anni in una scuola che mi sembra di capire sia il corrispettivo delle nostre magistrali ed altri tre anni di specializzazione e ora studia ancora.
Oggi é uscito fuori che servirebbe un insegnante di inglese…
Carmelo desidererebbe costruire delle altre aule per dividere i ragazzi per etá: sono delle classi parecchio miste.
L’atro eri hanno ucciso, nella piazza di Santa Rita, mi é sembrato di capire, un ragazzo che in passato frequentava la casa… bhé oggi qualcuno ne parlava… non mi sento di dire molto di piú perché non ne so molto
Baci a tutti
Luisa