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Email da Tibirì 2010 – 11 agosto

Tibirì satellite

Dal 29 agosto Gatto è in Brasile a João Pessoa, ospite della Casa da Juventude Daniel Comboni.

Cari tibirini e amici,

scusate se e’ da un po’ di tempo che non mi faccio sentire, qui la connessione della Casa si e’ rivelata farlocca e mi ha lasciato privato del mondo digitale…

Della vita effettiva della Casa non vi siete persi molto. Qui presidi e professori sono molto rilassati, si fa spesso festa e capita frequentemente che i ragazzi tornino a casa perche’ il maestro e’ stato assente ingiustificato o l’istituto ha deciso che le pareti necessitano una bella imbiancata… Cosi’ giovedi’ e’ stata la ricorrenza di una dell mille patrone di Joao Pessoa e venerdi’ si e’ fatto ponte… le abitudini del fancazzismo sono simili in tutti i paesi…

E’ una strana condizione in cui sono piombato: mi sento un misto tra un professore (cosi’ alle volte mi chiamano), un regazzino, uno straniero, un animatore, un alieno, un 40enne!!.

Quel che e’ certo e’ che sto conoscendo il quartiere e i suoi luoghi, le sue feste e sempre di piu’ stringo amicizia con i ragazzi.

Mercoledi’ sera:

Concerto di un gruppo storico di Pop Brasileiro i “Paraloima de Succeso”, al centro della citta’.

Ci vado con una delle ragazzine simpatiche e in gamba e sua zia… Prima passiamo nella zona della Feira (fiera/mercato) un luogo dove a Fellini sarebbero brillati gli occhi: Giostre acrobatiche della peggior specie, musica sparata, bancarelle che arrostivano carne, pesce, mele e uva caramellate e cioccolatate, rivoli d’acqua, pipi’ e monnezza ai lati, adolescenti ormonati.

La chicca e’ stata quando due ragazzi arrampicati su una statua hanno iniziato a baciarsi platealmente, sotto di loro e’ scattato il delirio animale urlante.

Che dire del concerto… una piazza compressa di persone che ballano all’unisono…

Giovedi’ mattina:

La compagnia e’ composta da me, da Leo 16 enne silenzioso e portato per il Taekndoo, da Glebe lo studente che mi chiede il dizionario d’italiano e il nanerottolo e seccardino Thiago che parlotta sempre di cose zozze. Con in testa ancora le canzoni della festa in piazza, mi portano, dopo una lunga passeggiata turistica dei poveri (e’ una loro definizione)  in una piscina naturale!

Uno spettacolo il luogo, molto carina la compagnia, buffo il pranzo con loro (rimediato in un alimentari con 2,50 euro)

Li’ si fanno i tuffi, ci si massacra di giochi, ci si bagna sotto una cascata, si ammira la dedizione delle donne che lavano i panni al fiume, ci si perplime per la quantita’ di rifiuti lungo il corso d’acqua.

Sabato pomeriggio:

Piscina dentro un albergo povero del quartiere, con i ragazzi, i giochi e l’acchiapparella sul bordo piscina. A questo aggiungete il mini corso di danza Forro, una specie di samba molto popolare che si balla stretti stretti per rimorchiare. Non abbiate strani pensieri, sono comunque un professore per cui quando provocavano troppo, con stile ho fatto capire le cose.

Domenica mattina e pomeriggio:

Le suore della Casa do Sonho ci portano, a me e ad alcune volontarie italiane, al mare. L’ relax, pesce gligilato sulla spiaggia, gelato tropicale e scottatura da pivello solo sulla gamba sinistra.

Per finire tramonto sul fiume Paraiba per ssistere ad una cerimonia: un sassofinista, di bianco vestito, da 8 anni, compie il suo personale saluto al sole morente sopra una barchetta. Suona con amore il Bolero di Ravel, fino a quando la luce si fa arancione e la folla di gente prima raccolta in silenzio, poi lo ringrazia applaudendo.

Ora vi saluto, e’ tutta la mattina che manco dalla Casa. Devo stampare Billie Jean di M.J. e cantarla con loro, gli piace l’inglese cantato. Che fighi che sono!

Qui i giorni stanno finendo e inizia a salire la tristezza dei saluti.

Mercoledi’ e’ l’ultimo giorno. Vi raccontero’ come e’ andata.

Un grande saluto a tutti

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Email da Tibirì 2010 – 4 agosto

Foto scema

Dal 29 agosto Gatto è in Brasile a João Pessoa, ospite della Casa da Juventude Daniel Comboni.

Oggi pomeriggio sono andato con il professore di futbol, Isaac a vedere la Casa do Sonho, la sorella non ufficiale della Casa di Tibiri’. Cio’ che la distingue e’ il quartiere diverso.

La Casa do Sonho e’ dentro una favela.

Una favela e’ una favela, cazzarola!

Possiamo leggere tutti i resoconti che vogliamo, vedere i reportage sulla residenzialita’ povera, il terzo mondo, ma una favela e’ una favela. Roba che bisogna portarci le scolaresche come minimo!

E mentre camminavamo, Judith e Estela, due suore che hanno il coraggio degli illuminati, ci raccontavano la vita della comunita’, della zona di case che rischia di franare, dell’unica strada che il comune ha fatto e che gia’ si sta dissolvendo (costo 500 mila Euro), e allora quella bambina che gioca nella pozza di acqua e ‘ proprio una bambina, e questa puzza di merda, mezza animale mezza umana, e’ proprio merda, allora li’ sotto nel dirupo tropicale c’era un lago con pesci e ora c’e’ la pattumiera di due quartieri. E allora pensavo dentro di me “questa e’ una favela, questa e’ la favela, non piangere non piangere”.

Ma questo luogo e’ anche la mamma che mostra la foto incorniciata della figlia, sono le persone che salutano con un sorriso queste monache con la maglietta, sono anche le aiuole curate di cactus. E’ soprattutto una comunita’ che si e’ stretta attorno alla Casa e l’ aiuta nel preparare il pranzo, manda i figli, da’ una mano nella costruzione di nuove case ecologiche (avete capito bene!).

I ragazzi che li’ giocano e fanno attivita’ , cari amici e tibirini, sono tremendi, maleducati, rozzi, ma vivono la Casa come una base fondamentale e l’hanno colorata e ci stanno bene.

L’impatto e’ stato scioccante, pero’ gli ho insegnato un gioco…

Un grande bacio e grazie a tutti per la vicinanza

Gatto

Foto scema

Foto scema

Danza Classica

Danza Classica

Email da Tibirì 2010 – 3 agosto

”]GlebeCari tibirini e amici,

la Casa qui e’ un’entita’.

Si, e’ una struttura che alle volte va da sola, perche’ (quasi) tutti  riconoscono la sua utilita’, la sua importanza e la sua necessita’.

Nel quartiere e’ rispettata, c’e’ stima e chi lavora qui come maestro o volontario puo’ vantarla come referenza.

Alle volte mi guardo intorno e sorrido… mi sembra di essere entrato in un luogo che e’ un miscuglio tra il Libro Cuore e un campo estivo permanente.

Come vi raccontavo e’ sempre zeppo di attivita’, ci sono 5 sale diverse, e se non fosse per la pioggia di questa stagione, quando vedo il campo di calcio inondato dal sole tropicale penso ” ma la piscina quando la costruiscono?”

Poi ritorno in me e mi accorgo che i ragazzi vanno tutti a mangiare quando Carmelo fa un cenno e li’, tra i turni di apperecchia e sparecchia, aiuto cuoco, i ragazzi siedono con il piatto di fronte e fiatano quel giusto che gli permette di scambiare due parole. Loro finiscono di mangiare e stanno ancora li’ seduti fino a quando Carmelo salomonicamente si alza dalla sedia e poggia le mani sullo schienale.

Oltre ai turni di pulizia degli spazi comuni dovete aggiungerci anche gli eventi imprevisti che danno quel tocco di comunita’.

Un frigo che si deve spostare dal refettorio ad un soppalco puo’ essere un momento di frenetica e sudata attivita’ che coinvolge tutti i maschi, a prescindere dall’eta’, professori compresi.

E poi ci sono i piccoli gesti che testimoniano l’appartenza al luogo: all’ora dell’uscita ci si imbatte in una chiave dimenticata in una toppa, viene presa e raccolta dal ragazzino 11enne e messa al posto giusto.

Chiaramente non dovete pensare che qui le cose siano tutte perfette, pero’ spesso mi ritorna in testa quello che mi ha detto una ragazza: parlavamo di come erano gli adulti della Casa, chi piaceva di  piu’, quale professore non e’ ben considerato perche’ e’ un po’ spocchioso. “E Carmelo?” chiedo io, “Be’ lui dice che non ha figli perche’ ha noi, e’ il piu’ tenero, lo amiamo!”

Un padre e’ sempre un padre percio’ come puoi non rispettare la regola che dice che nella Casa non ci si puo’ innamorare? ( la traduzione dal brasiliano e’: non si puo’ pomiciare ne’ toccarsi nella Casa). E sul tema sessualita’ tornero’ apposta con una mail dedicata, perche’ di cose ce ne sono!

Una chicca: uno dei ragazzi a cui insegno inglese ha saputo che ho un piccolo dizionario di brasiliano-italiano. Mi ha  chiesto di lasciarglielo per qualche giorno… Oggi gli guardo il quaderno, ha fatto una lista di due pagine con le parole italiane che gli interessano di piu’…

Gatto

Glebe

Glebe, che studia inglese e italiano con Gatto

Email da Tibirì 2010 – 2 agosto

Tibirì satellite

Dal 29 agosto Gatto è in Brasile a João Pessoa, ospite della Casa da Juventude Daniel Comboni.

Cari amici e tibirini,

nella mia lezione d’inglese di venerdi’ dopo gli animali e’ venuto il turno di insegnare quali erano le parole in inglese che determinavano i mestieri. Quando ho scritto la parola dentista sulla lavagna, l’ho accompagnata da una certa risatina masochista, ma i ragazzi mi guardavano perplessi senza capire, allora gli chiedo, come se fosse la cosa piu’ normale che ci sia, se loro non avessero paura del dentista. Loro mi guardano e sfoderano tutti un bellissimo sorriso, come se avessi nominato il loro piu’ grande amico! I bambini a Tibiri’ sono felici di andare dal dentista!! Un Prodigio della natura!

Ecco voi dovete sapere che esiste in Italia un gruppo di professionisti-medici che hanno preso molto sul serio il progetto di Tibiri’ e donano somme consistenti durante l’anno e mandano anche alcuni volontari. Un anno Carmelo parlo’ con questi di Campobasso del suo desiderio di far studiare musica ai ragazzi e di creare una banda. Detto fatto! Nel giro di poco tempo comprarono circa 40 strumenti. Trombe, tromboni, grancasse, tamburi e tutto il necessario per compiere il prodigio musicale. Ma una volta arrivati alla dogana brasiliana gli strumenti non c’era verso di farli passare, divieto assoluto… Il Brasile produce gli strumenti musicali ( a prezzi piu’ cari) e non puo’ importarli. Allora che fanno i nostri compatrioti molisani? Posto che molti strumenti a fiato sono arrivati a Tibiri’,  i rimanenti confiscati dalla dogana decidono di venderli e di comprare tutto cio’ che poteva servire per fare una sala ben attrezzata per il dentista: adesso qui c’e’ tutto cio’ che serve per sanare i molari mangia-caramelle dei ragazzetti: sedia, ferri, raggi x, anestesie, farmaci…

Venerdi’ pomeriggio e’ il turno del corso di futbol. L’insegnante un ragazzo sui 26 anni e’ il piu’ amato dai ragazzi, perche’ giovane, gentile, quasi fosse un fratello piu’ grande. Il corso inizia alle 2 ma lui e’ gia’ sul campo alle 10. Ha preso falce e rastrello e si e’ messo a pulire il campo. Dopo poco arrivano due nanerottoli della Casa che vogliono dargli una mano e si mettono, sudati fradici, a togliere erbacce dal santo campo. Eh si perche’ in Brasile il futbol e’ piu’ di uno sport nazionale, prima delle chiese evangeliche ci sono i campi di calcio, nei posti piu’ impensati, in spiaggia (la gente gioca la mattina dalle 7 fino a notte profonda), lungo i bordi delle autostrade, nele zone fangose e a Tibiri’. Qui sono uno spettacolo della natura, li vedi tutti in divisa, con le scarpe da ginnastica nuove, correre saltare, driblare i birilli e impegnarsi senza cattiveria.

Sabato giornata tranquilla passata prima a fare la spesa e poi qui nella Casa con due ragazze a scambiarci video su youtube sulla musica demenziale dei nostrii paesi: Elio VS Mamonas Assassinas. Molto arricchente.

Domenica. Pranzo con Carmelo e l’insegnante di pittura della Casa: Genilda.  Lei e’ una forza della natura, una risata contagiosa e un cuore di latte condensato con guaiaba. Pensate e’ nella Casa dai tempi della sua fondazione 20 anni fa e non ha mai smesso. Insegna pittura, pazienza e amore per la propira intimita’. Mi ha detto “io sono felice di stare qui, mi sento realizzata, quando vedo i ragazzi impauriti di prendere un pennello in mano e poi sono fieri dei loro stessi risultati, cos’altro posso volere dalla vita?”

Poi inizia la parte PB ossia Popolar Brazileiro: il figlio di Genilda, stesso core de madre, mi porta a casa di 2 suoi cugini e sua zia,  ci sediamo sul patio esterno e aspettiamo che in piazza trasmettano il derby Flamengo-Vasco de Gama, un classico. Fuori in strada c’e’ una macchina ferma, che manda per 4 ore musica a dei volumi discotonici. Sono arrivato li’ alle 14 e me ne vado alle 18. Credo che avremo bevuto 10 litri di birra in 3. Avremo discusso di tutto, politica, sindacato, Lula, le differenze di suo ni delle lingue moderne. Mi hanno mostrato come si balla l’Afro, il Forro, mi hanno cantato dei samba zozzi e uno di loro, 45 enne, mi ha invitato a uscire con lui e una 18enne con la quale alle 21aveva appuntamento… Sono pazzi questi brasiliani!

Vi saluto e vi bacio a tutti

Scusate ma devo andare a fare pipi’

Gatto

Email da Tibirì 2010 – 30 luglio

Garoto+louco

Dal 29 agosto Gatto è in Brasile a João Pessoa, ospite della Casa da Juventude Daniel Comboni.

Cari Tibirini e amici,

oggi vorrei farvi conoscere 2 ragazze della Casa.

Per rispetto verso di loro e per le cose che vi andro’ a raccontare, usero’ due nomi inventati: Laura e Linda. Tranquilli non voglio dirvi cose molto tragiche ma siccome produrro’ molti  video e foto non mi sembra carino che voi possiate riconoscerle.

Entrambe hanno sui 14 anni sono delle belle ragazze, Laura e’ piu’ alta di me…

Lei me la trovo stamattina alla lezione di inglese, dove Carmelo mi ha praticamente buttato dentro appena aveva finito la professoressa del dopo scuola.

La classe era d’eta’ mista dagli 8 ai 14.  Lei svetteva al centro.

Iniziamo con le basi: i numeri, i giorni della settimana, il verbo to be con la sua forma contratta, quella negativa e quella interrogativa.

Probabilmente non l’avevano mai studiato o i loro professori ufficiali erano troppo impegnati a fare altro, ma purtroppo a parte Laura non c’era nessuno che sap esse nulla… Mi diverto con loro a fare il professore non pedante che gioca sulla pronuncia delle parole, che parla solo inglese e poi di fronte alla faccia meravigliata dei ragazzi traduce tutto, gesticolo. Ecco la cosa divertente era proprio questa: non parlo bene il brasiliano per cui tra me e loro c’era uno scambio reciproco di insegnamento, loro pazientemente mi nominavano tutti gli animali della foresta pluviale in brasiliano e io li mettevo di fronte a domande surreali del tipo “are you an elephant? No, I’m a boy”. Ecco non so come dire, ma c’era voglia di continuare, di provarci, di stare perlomeno ad ascoltare quanto e’ differente la pronuncia inglese dalla nostra e memorizzare e divertirsi a parlare una lingua straniera con lo straniero.

Laura stava li’ in mezzo a loro e all’inizio faceva un po’ la saputella, poi ha iniziato a rispettare i tempi degli altri e piano piano ha iniziato a fare domande su come si dice NEVE, SETE, FAME, DIRE… e allora anche gli altri volevano sapere nuove parole… Ci sentivamo dentro un vocabolario!

Oggi, dopo che ci siamo messi a giocare a Campo Azzurro (una specie di acchiapperalla-rubabandiera, con la stessa versione anche in brasiliano BARRA LINEA) con Laura capitana molto corretta verso questa banda di matti, Carmelo mi racconta che sua madre ha cambiato 5 uomini diversi e vive senza un padre effettivo da molti anni… Rimango un po’ perplesso, nulla si vede di questa situazione familiare destabilizzante.

Prima di andare via (usciti dal portone prendono quasi tutti un autobus che li porta a casa), Laura vuole conversare… ossia vuole fare un ripasso delle parole d’inglese ed insieme ad alcune sue amiche mi chiedono la traduzione di testi di canzoni pop…

L’altra ragazza e’ Linda. L’ho conosciuta ieri all’Officina di teatro di Ingrid, avevo l’impressione che fosse la tipica adolescente che veste carina per farsi notare.

Partecipa a molte attivit a’, con Ari’ fa Arti visuali e anche coro. E’ sveglia, non e’ una cima a scuola ma e’ curiosa, attenta, ama molto la casa e Irmao (fratello) Carmelo in particolare con il quale si e’ instaurato un rapporto di Nonnitudine ormai gia’ da 5 anni, si ricorda molti dei volontari che sono venuti da fuori, compresi i nostri Amigos de Tibiri’.

Mi faceva molta simpatia sia nei giochi teatrali che ho proposto, sia quando abbiamo fatto Campo Azzurro.

Alla fine della giornata non se ne voleva andare, e’ rimasta sia ad aspettare l’omino che doveva riparare il cancello, osservandosi avidamente la riparazione tecnica, sia dopo quando siamo andati a mangiare un boccone di fronte alla Casa. Vuole fare la poliziotta, diamine! e sa benissimo che se non s’impegna non andra’ da nessuna parte oppure in alternativa gli piacerebbe lavorare con Irmao Carmelo… Be’ lei e’ la maggiore, vive con la zia, una cugina, 1 fratello di sangue e 2 fratellastri. Entrambi i genitori se ne sono andati …

Allora penso, questa qui e’ la normalita’ loro ci fanno i conti tutti i giorni e cercano il riscatto? cercano di non pensarci? Si aggrappano alla Casa? alle amicizie che qui nascono? Boh…

Alle volte mi sembra che sia come cercare di affrontare l’oceano con la barca remando solo con le mani…

Non volevo chiudere in tristezza questa mail, mi dispiace.

I ragazzi qui sono belli e vitali, hanno speranza, si sentono di averla. Ho fatto alcuni video mentre improvvisiamo un ritmo e un ballo. Appena posso ve li uplodo.

Qui la Casa ha la connessione veloce mensile!! Si!!!!

Intanto alcune foto delle attivita’.

Irmao Carmelo alle prese con la dama

garoto + louco

Banda

Allora adesso vi saluto. Sono le 21,40. Tutti in questa citta’ (ma anche a Bahia non era molto diverso) mangiano all’ora delle galline e vanno a dormire sicuramente prima delle 10,30. L’alba e’ alle 5 e di luce ne entra tanta alle finestre.

Baci

Gatto

Email da Tibirì 2010 – 29 luglio

...e chi ci aveva pensato alla banda???

Dal 29 agosto Gatto è in Brasile a João Pessoa, ospite della Casa da Juventude Daniel Comboni.

Cari Tibirini e amici,

oggi sono arrivato a Joao Pessoa e alla Casa.

A prendermi alla rodoviaria (stazione dei bus) e’ stato Carmelo (il fondatore della Casa) in persona, che prima che gli potessi fare qualche domanda, ha voluto aggiornamenti sulla situazione politica italiana (!).

Abbiamo parcheggiato davanti ad un muro bianco ed un vialetto, eravamo arrivati alla Casa.

Dire che ero emozionato era dir poco, dire che ero inebetito e che cercavo con lo sguardo di riconoscere i posti che avevo visto nelle foto e’ dire insufficiente.

Mentre Carmelo mi faceva fare un giro nei locali, e’ arrivata Ingrid che mi ha trascinato alla sua lezione, era in ritardo e non vedeva l’ora di farmi conoscere i suoi ragazzi e come lavoravano insieme.

Da vecchio lupo di palco come sono, le cose che proponeva mi ricordavano attivita’ che avevo visto fare da altri maestri o fatto in altri laboratori teatrali, ma cio’ che mi ha colpito era la grinta e l’energia che ci metteva: per farli arrivare a compiere una serie di diverse improvvisazioni a coppie, a tre o in gruppi di 6 si passava sempre da un esercizio “classico”  che era quello di correre, accellerare, saltare, danzare, abbassarsi. Era Ingrid che dava i diversi segnali e lo faceva battendo le mani, dando la voce come fosse un canto brasiliano, una canzone che trascinava i ragazzi nell’esercizio e non li faceva mai fermare. Io le chiedo come mai il motivo di tanto ritmo, e lei mi dice giustamente “dopo pranzo i ragazzi sono svogliati c’e’ il rischio che non abbiano voglia, cosi’ si elettrizzano e stanno dentro lo stimolo che gli propongo”.

Li ho visti fare una serie di improvvisazioni di gruppo (dai 3 ai 6). I ragazzi erano presi, avevano voglia di confrontarsi e se si vergognavano di fare alcuni ruoli (Wesley, avra’ circa 8 anni, e’ bravissimo a danzare come Mikael Jackson, ma non voleva impersonare neanche solo per 1 minuto un ruolo femminile) Ingrid abbastanza speditamente riusciva a fargli cambiare idea e portando la “crisi” dentro al gruppo riusciva a dargli un senso.

L’impressione in generale, confermata anche parlando con lei, e’ che i ragazzi sono molto motivati e il fatto che si presentano solo coloro che hanno scelto di frequentare il corso di teatro da’ maggiore freschezza al gruppo.

Lei ha un bell’ascendente su di loro, appena e’ arrivata le ragazzine sono corse ad abbracciarla e a baciarla come fosse una sorellona maggiore, i maschi se la guardano con simpatia e sono contenti di essere li’, anche quelli dall’aria piu’ strafottente o fighetta, sono i primi che subiscono il fascino della trasformazione teatrale.

Ecco il fatto che non mi ricordassi di quante erano le attivita’ della Casa, non giustifica la mia grossa sorpresa nel vederle sfilare davanti ai miei occhi!!

Prima di entrare nela sala del teatro, sbircio in una saletta e ti vedo una serie di ragazzine vestite in tutu’ davanti allo specchio… facevano danza classica.

Mentre stiamo facendo riscaldamento corporeo con Ingrid, c’e’ dietro di noi una grossa lavagna con una serie di esercizi per la voce… e’ il corso di canto.

Alcuni ragazzi vanno al bagno, Ingrid si distrae un attimo a scrivere due cose e i ragazzi se ne aprofittano per ripassare una sequenza di movimenti e calci… e’ il ricordo della lezione di Tae-ken-do.

Usciamo, la lezione di teatro e’ finita, vedo Carmelo che sta appoggiato ad uno stipite della porta a godersi l’attivita’ che ha sempre sognato di portare alla Casa (parole sue), la Banda! Infatti sotto un portico ci sono circa 15 ragazzi (la meta’ della casa, altri vengono da fuori) con trombe, tromboni e clarinetti che preparano alcuni pezzi…

Ma dove sono finito? Se non fosse per le palme e la calura e i sandali potrei pensare che stiamo in un centro culturale per adolescenti olandesi…

Alle 5 e mezza i ragazi dopo aver mangiato se ne vanno a casa loro. Io e Carmelo tranquillamente ci avviamo ad una pizzeria.

Siamo uno di fronte all’altro e parliamo di molte molte cose… questo signore che ho davanti sara’ anche stanco, ingrossato, burbero e severo con i ragazzi ma ha ancora tanta voglia di sognare progetti per loro, di inventarsi tanti modi per riuscire a trovare soldi e permettere ai ragazzi di formarsi il piu’ possibile.

Adesso cari tibirini vado a dormire, ho sulle spalle 18 ore di pulman e domani la sveglia e’ alle 7. Non so se riusciro’ a fare la mia settimana intensiva di teatro, tante sono le attivita’ programmate, ma sicuramente sono stato promosso sul campo come insegnante di inglese.

Don’t laugh my friends!

Good night

Gatto